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È possibile masturbarsi troppo ‘forte’?

Ci sono due tipologie di credenze che riguardano la masturbazione ‘sbagliata’, declinate rispettivamente al femminile e al maschile. Per le donne, è dura a morire la convinzione che se usi molto spesso un vibratore tu debba poi pagare il prezzo del piacere provato con una diminuita sensibilità delle tue parti intime.  Permanente, irreversibile.
La versione maschile di questa credenza è quel fenomeno che in inglese viene definito ‘death grip’ (che per fortuna non ha un corrispettivo in italiano) che consisterebbe sempre in una diminuita sensibilità dei genitali a causa di una presa eccessivamente forte o di un’azione troppo energica durante il sesso in solitaria.
Iniziamo col rassicurarti subito: ci sono delle cose nella vita che sono belle e sono gratuite e sono infinite: il tuo piacere è una di queste. E no, non esiste, ad oggi, alcuno studio che dimostri che un uso, attenzione, appropriato del vibratore sia connesso a danni o desensibilizzazione permanente delle terminazioni nervose che affollano il tuo clitoride. E nemmeno che la ‘presa mortale’, da sola, porti l’uomo all’infelicità.
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Come un vino d’annata
La credenza sopra esposta, quella che l’uso prolungato e ‘eccessivo’ di strumenti del piacere possa provocare dei danni è avallata, in alcuni casi, dal fatto che alcune donne effettivamente sperimentano, col passare del tempo, una diminuita risposta allo stimolo.
In realtà questa diminuita sensibilità è legata all’età e soprattutto alla menopausa: alcune donne, non tutte, possono avere bisogno di una stimolazione più vigorosa, poiché i cambiamenti ormonali legati alla menopausa comportano una ridotta risposta sessuale. Ma questo non ha niente a che fare con l’uso o meno dei vibratori e degli oggetti per il piacere in generale. O delle proprie dita.
Assetata di potenza
Sei una donna assetata di potenza, ami la stimolazione vigorosa, le sensazioni forti? Rilassati. Il tuo clitoride potrà avere bisogno di un periodo di risposo per riprendersi dalla maratona alla quale lo hai sottoposto, esattamente come il tuo fondoschiena dopo una seduta particolarmente intensa di spinning. Ma ricorda che il tuo clitoride ha più di 7000 terminazioni nervose, ricevere stimolazione è la sua ragion d’essere, quindi vai tranquilla. E datti da fare.
O delicata con le tue parti delicate?
Se, tuttavia, la preoccupazione non ti abbandona, se non sai bene quando ‘tanto’ diventa ‘troppo’, ecco una serie di semplici regole da seguire per far sì che una sessione di piacere in solitaria non ti lasci con la sensazione di aver partecipato a un rodeo.
1. Prenditi il tuo tempo, non cercare l’orgasmo immediato. Comincia a usare il tuo vibratore alla velocità più bassa possibile, senza premerlo eccessivamente contro il corpo (una delle cause principali della momentanea perdita di sensibilità) e procedi con calma ad aumentare l’intensità, fino a raggiungere quella che ti appaga di più. Questa lenta ascesa ti darà il tempo necessario per raggiungere uno stato di piena eccitazione ed è molto più probabile che, in questo modo, tu ti fermi ad una intensità più bassa.
2. Usa un lubrificante a base d’acqua. Questo ti permette di ridurre al minimo il livello di frizione applicata ai tuoi genitali durante la masturbazione, cosa che, ovviamente, si traduce in minore probabilità di irritazione.
3. Prenditi una pausa. Se senti che la stimolazione è eccessiva, interrompiti un momento e concentra la tua attenzione altrove. Permetti al tuo clitoride di riprendersi un attimo. Mai sentito parlare di edging, la pratica sessuale che consiste nell’arrivare (o portare il partner) sull’orlo dell’orgasmo per poi interrompersi e ricominciare daccapo? E provare un orgasmo ancora più esplosivo?
Anche se non seguirai questi piccoli accorgimenti, non ti preoccupare: il tuo clitoride continuerà a funzionare normalmente e a riprendersi da ogni sessione particolarmente intensa alla quale lo sottoporrai. L’importante è che tu conosca il tuo corpo e tratti il tuo vibratore con cura, mantenendolo sempre al massimo dell’efficienza (e della pulizia!).
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La stretta mortale (‘death grip’)
Per prima cosa diciamo che questo problema non ha un riscontro scientifico, ovvero non esistono nella letteratura medica casi di uomini che, a causa esclusivamente di un modo ‘sbagliato’ di masturbarsi, sono diventati incapaci di provare piacere. È vero però che esistono alcuni uomini che si masturbano con una stretta così forte (la ‘death grip’ di cui sopra) o con un rituale così codificato (sempre nello stesso posto/con lo stesso accessorio) che poi diventa estremamente difficile per loro raggiungere l’orgasmo in un modo diverso.
Per quanto ci riguarda, qualsiasi sia il modo in cui ti procuri piacere, va bene. E anche se una stretta eccessiva, abbinata a una particolare mancanza di cura, può provocare alcuni danni al pene che fanno abbastanza rabbrividire, non è però considerato un problema medico in sé.
Il problema, ma questa, lo ribadiamo, è la nostra visione, comincia quando la ‘stretta mortale’ diventa l’unico modo in cui un uomo riesce a raggiungere il piacere. Alcuni di questi uomini, infatti, quando poi si trovano con una partner, trovano che la stimolazione non è sufficiente per far loro raggiungere il piacere.
La soluzione che proponiamo per questi casi è aneddotica ed è tuttavia il primo accorgimento da prendere prima di rivolgere l’attenzione alla dieta, ai medicinali che prendi e in generale a come le tue abitudini personali influenzano la tua vita: devi cambiare.
Cambia il modo di stimolarti, prova ad accarezzarti in maniera meno intensa o, semplicemente, diversa. Un consiglio peraltro, che può applicarsi a tutti noi: imparare a provare piacere in modi diversi (guarda un film porno, ma leggi anche un racconto erotico, prova a stimolarti con le dita, ma anche con un sex toy) ci permette di sviluppare la nostra sessualità a tutto tondo, come un palato che diventa via via in grado di apprezzare diversi gusti, e di ampliare le nostre occasioni di piacere.
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